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XI° Festival “Afro e Oltre… e Altro”
7° continente: linguaggi misti - nuove identità

'GRANDI REGNI - danze degli eroi'

K-CAP Theatre Company

'To The Ones I love'

mercoledì 18 maggio 2011
ore 21,30

Fonderie Teatrali Limone
di Moncalieri (To)

Compagnie Thor
(Africa/ Belgio)


info PREVENDITA




a
Coreografia : Thierry Smits
Danzatori
: Rudi Cole, Daudet Grazai, Christian D.Guerematchi, Alpha Sanneh, Dean Lee Sefton, Damien Chevron, Oliver Tida, Christophe Jeannot, Alexandre Gbeblewoo, Pascal Beugre-Tellier
Musica
: J.S.Bach
Arrangiamento
: Maxime Bodson
Assistente alla coreografia
: Benjamin Bac
Scenografia
: Thierry Smits & Thomas Beni
Tecnico del suono
: Benoit Ausloos/Eric Ronsse

"…Non c’è conoscenza senza danza, essendo la prima danza il movimento incessante dello spirito…"
Proverbio bamana, Mali

Thierry Smits con la sua Compagnia THOR è ormai un valore acquisito della danza belga.
In vent’anni la compagnia ha realizzato più di trenta creazioni presentate in tutto il mondo. Nelle sue opere il coreografo oscilla tra un approccio drammaturgico e il puro studio della forma, ma indipendentemente dal genere scelto, tutta la sua ricerca è impregnata di grande rigore estetico. Le relazioni fra il sesso e il sacro, e il corpo umano vissuto come oggetto di desiderio e di piacere, fanno parte delle sue costanti ispirazioni.

In TO THE I LOVE mette in scena nove danzatori di origine africana o più precisamente - dato che questa è una scelta essenziale - nove danzatori la cui carnagione riporta all’Africa: sono tutti neri, black o meticci, cittadini del mondo dispersi in vari continenti, aldilà delle discriminazioni delle politiche d’immigrazione e dei discorsi sulle identità nazionali. Tuttavia il proposito di Thierry Smits non è politico, bensì una scelta volutamente estetica senza nessuna concessione all’esotismo. Il principio consiste nel far muovere corpi, certo, in qualche modo avvezzi alle tecniche coreografiche “occidentali”, ma nondimeno scolpiti da altre tradizioni e altre danze. Questi corpi evolvono in una scenografia bianca, letteralmente trasportati dalla debordante, generosa e immensamente virtuosa musica di J.S. Bach.

Non c’è storia: il messaggio non è per la mente,ma per i cinque sensi. La sfida , evidentemente, sta nel gestire l’imprevisto che si può creare nell’incontro fra universi culturali così tanto differenti. Riguardo alla musica, Maxime Bodson, che ha già lavorato con il coreografo nella precedente creazione, fornisce qui una ricerca sulle musiche da camera, senza trasformarle nella loro essenza, pur sposandole ad un universo musicale apparentemente opposto a quello di Bach.
Tutte queste improbabili unioni, visive e sonore, producono un urto estetico potente. Per festeggiare i suoi vent’anni di creazioni coreografiche Thierry Smits offre al suo pubblico questo regalo "visivo": nove corpi scolpiti e sublimati dalla danza e dalla musica, cui consegna un messaggio d’amore, dando alla differenza dell’Altro Amato una dimensione altamente metaforica. Fin dal suo debutto lo spettacolo ha riscontrato grandi consensi ,che lo hanno accompagnato per tutte le tappe della tournée internazionale iniziata nel gennaio del 2010 e attualmente in corso ( Belgio, Francia, Germania, Croazia, Medio-oriente, Palestina,Danimarca, Polonia, Londra,New York,Lussemburgo, Paesi Bassi, Finlandia,Spagna, Italia…).
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